La sua intervista oggi su Gazzetta del Mezzogiorno

Grande impegno, disciplina e una sincera passione per il mare. Michele Guastamacchia, atleta paralimpico del CUS Bari classe ‘82, è uno dei protagonisti della canoa italiana, capace di trasformare ogni limite in una pagaiata verso nuovi traguardi. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia, le sue vittorie, i suoi prossimi obiettivi.
Michele, partiamo dai risultati: che anno è stato per te il 2025?
«È stato un anno agonistico veramente importante. Ho vinto il titolo di Campione Italiano di Maratona classica sui 10.000 metri a Firenze e quello di Campione Italiano di Fondo sui 5.000 metri a Sabaudia, confermato anche per il 2026 (nuovamente a Sabaudia ad aprile). A livello regionale sono campione di Velocità sui 500 metri. Sono soddisfatto, ma so che posso ancora migliorare.»
Quando nasce il tuo rapporto con la canoa?
«La canoa è sempre stata la mia passione. Tutte le volte che potevo, uscivo sulle canoe da mare, in spiaggia. Poi, tre anni fa, ho deciso di fare sul serio e mi sono avvicinato al CUS Bari per toccare con mano i kayak da competizione e allenarmi in modo più strutturato. È stata la scelta giusta. Ma il kayak da mare rimane il primo amore: continuo tuttora a praticarlo e sto conseguendo il 3° livello del brevetto Pagaia Azzurra.»
Convivi con la tua disabilità dalla nascita: quanto ha influito sul tuo percorso?
«Fa parte di me, ma non l’ho mai vissuta come un limite. Non mi sono mai fermato. Certo, ci sono alcune difficoltà, ma ho sempre cercato di guardare avanti e di concentrarmi su quello che posso fare. Come diceva il grande Alex Zanardi, bisogna concentrarsi su quello che c’è, non su quello che manca.»
Com’è la tua routine di allenamento?
«Mi alleno sei giorni a settimana: quattro in mare e due in palestra. È un lavoro intenso, ma necessario per competere ad alti livelli. Devo molto anche ai miei allenatori, Biagio Bianchini e Antonio Romano, che mi seguono con grande attenzione. Un ruolo importante lo svolge anche il caposezione, Mimmo Triggiani: è una guida seria e competente.»

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?
«A breve ci saranno i campionati regionali al Circolo Canottieri Barion, e poi a Molfetta, a giugno. Più avanti, a settembre, il Campionato Italiano di Maratona all’Idroscalo di Milano. Sono gare importanti e mi sto preparando al meglio.»
Fuori dall’acqua, che vita fai?
«Lavoro come cassiere in un negozio di igiene per la casa. È un impegno che porto avanti con serietà, cercando di conciliare tutto con gli allenamenti. Devo dire, però, che un grande aiuto, morale e pratico, mi arriva dalla mia famiglia e da Roberta, la mia compagna: senza di loro certamente non avrei raggiunto alcun risultato.»
Che messaggio vuoi dare a chi legge la tua storia?
«Che non bisogna mai arrendersi. Ognuno ha le sue difficoltà, anche fra i normodotati, ma con impegno e costanza si possono raggiungere risultati importanti. Basta crederci davvero.»
Michele Guastamacchia è la dimostrazione concreta che la forza di volontà può andare oltre qualsiasi ostacolo. In acqua e nella vita, la sua rotta è chiara: “Always Forward” come recitava lo slogan della International Canoe Federation.
Concludendo: hai un motto che ti accompagna nello sport e nella vita?
«Sì. È quello che cerco di ricordare ogni giorno, anche quando le cose non vanno come vorrei: Mai mollare, mai abbattersi”
Checco Lananna
Appunti per Fabrizio:
- Le domande sono state trasformate nel “Lei”, tranne la prima: meglio non farlo
- Avrei preferito la mia conclusione: in genere faccio la “chiusura a cerchio” (finire il pezzo con l’incipit)

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