Come alcuni di voi sanno, quest’anno, per la seconda volta, sono venuto a trovare mia figlia in Polinesia (è guida oceanica a Moorea). Durante un’escursione a Tahiti, (abbiamo visto dal vivo la famosissima gara di surf a Teahupoo, sede delle ultime olimpiadi di Parigi) mi sono imbattuto casualmente in questa insegna dedicata alle pirogues, le tradizionali imbarcazioni polinesiane.

Tutti noi conosciamo i termini e molti ne conoscono la storia ma per me è stata l’occasione per toccare con mano e fare qualche approfondimento sull’origine reale di una terminologia che noi giudici arbitri FICK utilizziamo abitualmente: Va’a e ama.
La Va’a è un’antichissima imbarcazione polinesiana a bilanciere, utilizzata per migliaia di anni nella navigazione del Pacifico. L’ama è proprio il galleggiante laterale che ne garantisce la stabilità. Questa imbarcazione è stata inventata dai polinesiani per coprire le lunghe distanze sulle onde: immaginate di farlo senza l’ausilio di un galleggiante laterale che, oltre a dare stabilità, permette ogni tanto di tirare un po’ il fiato. L’ICF conferma che la Va’a sportiva moderna nasce dalla tradizione polinesiana, in particolare da Tahiti e Hawaii, e che il termine è stato successivamente adottato nella Paracanoa.

Oggi, quindi, il regolamento di paracanoa parla di Va’a (V) e delle classi VL1, VL2 e VL3. Stesso dicasi per i Kayak: KL1, KL2 e KL3 (che, naturalmente, non hanno l’ama).
A proposito di questa “L” che troviamo dopo la “K” di Kayak e dopo la “V” di Va’a, è interessante ripassare l’evoluzione che ha portato a queste sigle: significa Level? La risposta è no. O meglio, “ni”. Tutti noi ricordiamo le vecchie sigle A (Arms), TA (Trunk e Arms), LTA (Legs, Trunks e Arms). Nel 2015 l’ICF riorganizzò questa classificazione con, rispettivamente, KL1, KL2, KL3 e, per la Va’a, VL1, VL2, VL3. Quindi questa “L” rappresenta l’eredità della precedente nomenclatura della classificazione funzionale e 1, 2, 3 le tre classi sportive di disabilità. Naturalmente si può semplificare anche in “Level”.
Insomma, dietro una parola che usiamo quotidianamente sui campi di gara c’è una storia di oltre 4.000 anni di navigazione polinesiana.
E io l’ho scoperta quasi per caso… qui a Tahiti, proprio nel luogo da cui questa tradizione proviene.
Buone vacanze a tutti.
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