
Passeggiare per Bari significa anche camminare dentro una pagina di storia italiana. I nomi delle sue strade, spesso dati per scontati, custodiscono ognuno una memoria precisa.
La toponomastica cittadina segue regole abbastanza precise che rispettano norme giuridiche, cultura, tradizione e storia.
In origine le motivazioni erano economiche (piazza Mercantile), naturali o paesaggistiche (strada Arco Basso), edifici rilevanti (strada Palazzo di Città) o famiglie nobiliari (Via Sagarriga Visconti). Ma dopo l’Unità d’Italia è nata la toponomastica moderna, uno strumento politico e identitario. E così trovano posto nelle città personaggi, eventi storici e luoghi simbolo.
Facciamo una passeggiata per le vie cittadine partendo dalla città vecchia, la Bari medievale: i nomi di quel labirinto di vicoli e piazzette sono prettamente “localizzanti”:
- Largo Albicocca, ad esempio, prende il nome da un antico albero di albicocche che un tempo si trovava nella piazza, dove i giovani innamorati si scambiavano i frutti come pegno d’amore, guadagnandosi il soprannome di “Piazza degli innamorati“. Oggi l’albero non c’è più, ma l’atmosfera romantica è rimasta.
- Corte del Catapano è la piazza antistante il palazzo dell’antico funzionario bizantino, accanto alla Basilica di San Nicola. Dal greco katà (sopra) e pán (tutto), Catapano significa colui che sta sopra ogni cosa, colui che sovrintende alla giustizia, alla difesa, alle tasse.
- Piazza del Ferrarese, invece, deve il suo nome ad alcuni personaggi che da Ferrara si trasferirono qui nel 1600: Stefano Fabri e Girolamo Barrucchelli. Questi mercanti possedevano diverse proprietà nella zona e contribuirono molto allo sviluppo della città. In particolare, Fabri costruì Palazzo Starita e ne fece il primo mercato coperto della città. Sotto la piazza sono state ritrovate tracce dell’antica Via Appia-Traiana.
Attraversata piazza del Ferrarese passiamo nel quartiere murattiano. Progettato nel 1813 da Gioacchino Murat e sviluppato dopo l’Unità d’Italia, le sue strade vengono intitolate ai personaggi che in quell’epoca hanno fatto la storia: via Crispi, corso Mazzini, piazza Garibaldi, corso Vittorio Emanuele II, corso Cavour e viale Unità d’Italia.
Nella dislocazione di queste strade notiamo una “consecutio spaziale”: da via Crispi a viale Unità d’Italia il percorso attraversa tutto il Risorgimento.
- via Crispi: l’uomo d’azione politica
Francesco Crispi fu una figura forte e complessa: garibaldino nella gioventù, diventò poi uno dei primi Presidenti del Consiglio del Regno d’Italia. Fece parte del nucleo duro che trasformò l’ardore garibaldino in istituzioni moderne. Il suo nome si accompagna spesso a decisioni forti, talvolta controverse, ma sempre immerse nel tentativo di proiettare l’Italia in Europa come Stato moderno. La via che lo celebra è diritta, intensa, senza fronzoli: quasi un riflesso del suo carattere.
- Corso Mazzini: il visionario
Giuseppe Mazzini è l’apostolo della libertà. Non fu un generale o un politico: fu “semplicemente” un pensatore rivoluzionario. Aveva ben chiara l’idea, la visione di un’Italia unita non solo geograficamente, educata al senso civile e alla responsabilità. Il corso che porta il suo nome è dinamico e popolare, quasi a ricordare l’impegno di Mazzini nel coinvolgere il popolo, i giovani, gli artigiani in quella visione. Passeggiando fra i suoi alberi si possono immaginare le sue parole: “L’Italia sarà quanto più ciascuno di voi vorrà che essa sia.”
- Piazza Garibaldi: l’Eroe dei due Mondi
Piazza Garibaldi rappresenta il cuore simbolico di questo percorso. Giuseppe Garibaldi non ha bisogno di molti commenti: è la figura più popolare del Risorgimento, il condottiero che con mille uomini cambiò il destino dell’Italia meridionale. La piazza è alberata, popolare, accogliente, e sembra offrire un momento di sosta proprio come Garibaldi offrì un momento di speranza alle masse contadine del Sud nel 1860. È il punto in cui idealmente si incontrano tutti i protagonisti dell’Unità: Mazzini, la mente; Crispi, il politico; Garibaldi, la spada. Proprio come nel Risorgimento, la piazza è un crocevia di strade e attività.
- Corso Vittorio Emanuele II: il Re Galantuomo
Re del Regno di Sardegna dopo l’abdicazione del padre, Carlo Alberto, nel 1849, Vittorio Emanuele II fu il primo Re d’Italia. La sua figura rappresenta la continuità istituzionale e la legittimazione monarchica all’unificazione. Rifiutò di revocare lo Statuto Albertino (diventato poi la legge fondamentale dell’Italia unita fino al 1948 – e ispirato ai principi liberali ma moderati – stabilendo una monarchia costituzionale con un parlamento bicamerale e garantendo diritti civili e politici) e per questo si meritò l’appellativo di Re Galantuomo.
- Corso Cavour: il grande tessitore dell’Unità
Corso Cavour è una strada elegante, ampia, quasi regale. Porta il nome dell’uomo che più di tutti tessé diplomaticamente l’Unità d’Italia: Camillo Benso, Conte di Cavour. Cavour non fu un rivoluzionario come Mazzini, né un condottiero come Garibaldi. Fu il grande stratega politico che riuscì a far dialogare i regni europei, a convincere la Francia di Napoleone III, a utilizzare la Guerra di Crimea come tavolo negoziale e a creare, passo dopo passo, le condizioni perché l’Italia potesse unirsi sotto la guida del Regno di Sardegna. Corso Cavour, con i suoi palazzi signorili, i teatri, i negozi eleganti, riflette il suo spirito pragmatico, moderato, diplomatico. Passeggiando qui, ci si può immaginare Cavour al tavolo di lavoro, con mappe, appunti e telegrammi codificati, a progettare alleanze e riforme.
- Viale Unità d’Italia: il traguardo
Alla fine di Corso Cavour c’è l’omonimo ponte. Il suo simbolismo è perfetto: come l’intero Risorgimento porta al Regno Unito, il ponte di corso Cavour porta sul viale intitolato all’Unità d’Italia. Questo ampia strada alberata non celebra un individuo ma un risultato collettivo: la nascita di un Paese. Questa è la meta del nostro viaggio. Viale Unità d’Italia è ampio, moderno, luminoso, pieno di vita: proprio come la nuova identità nazionale che prese forma dopo il 1861 e che continua a evolversi.
La nostra passeggiata nella storia si conclude. Crispi (la visione), Mazzini (l’idea), Garibaldi (l’azione), Cavour (la politica), Vittorio Emanuele II (l’Istituzione), Unità d’Italia (il risultato): è come se Bari avesse disegnato nelle sue strade una vera e propria narrazione dell’Italia moderna. Un viaggio ideale tra i protagonisti del Risorgimento. Un percorso che non segue solo l’asfalto ma le idee: dalla visione rivoluzionaria all’azione, alla costruzione politica, fino al risultato finale dell’Unità d’Italia.
Camminare in città diventa un atto di memoria, e anche di studio, in una città che si fa libro aperto della nostra storia nazionale.
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