Bari con la Global Sumud Flottilla: una serata intensa a San Carlo Borromeo

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Venerdì 26 settembre, nella chiesa di San Carlo Borromeo al Libertà, si è tenuta una serata che difficilmente dimenticheremo. La conferenza “Bari con la Global Sumud Flottilla” non è stata solo un incontro pubblico: è stata un abbraccio collettivo a chi, come Lorenzo D’Agostino, sta vivendo in prima persona una missione tanto difficile quanto rischiosa.

La sala era piena, l’emozione palpabile. Ognuno dei presenti aveva negli occhi e nel cuore la consapevolezza che dietro quella chiamata di solidarietà c’era qualcosa di più grande: la speranza che anche un piccolo gesto, una voce, una testimonianza possano fare la differenza.

A introdurre la serata ci ha pensato don Angelo Cassano, che ha richiamato tutti sul valore dell’impegno civile, sul legame tra fede e giustizia sociale.

Poi è intervenuto Victor Laforgia, consigliere comunale, che ha ricordato la posizione unanime del consiglio cittadino e in particolare del sindaco Vito Leccese, che ha sostenuto l’esclusione di Israele dalla Fiera del Levante come gesto simbolico di forte impatto.

Molto forti anche le parole del rappresentante della comunità palestinese, Azmi Isriaw, che ha parlato di progetti e investimenti legati a Israele e Stati Uniti sulla Striscia di Gaza e ha accennato a presunti finanziamenti di Israele ad Hamas, elementi che ci hanno colpito profondamente.

Lucia Raho, medico coordinatore Cuamm, ha illustrato le difficoltà del loro lavoro, non solo in Africa. E ha esordito con una citazione del loro presidente, noto per la sua diplomazia ma questa volta molto esplicito sul da farsi: “ORA BASTA!”

Dopo qualche problema tecnico (Berto ha fatto il possibile), finalmente la voce di Lorenzo è arrivata in sala. L’applauso che lo ha accolto è stato lunghissimo, quasi liberatorio.

Lorenzo ci ha raccontato che la Global Sumud Flottilla era ferma a ovest di Creta, bloccata da martedì dopo l’ultimo attacco di droni, e che la nave madre, la Family, era in riparazione. “Ripartiremo domani all’alba per affrontare le ultime 500 miglia fino a Gaza”, ha spiegato.

Non ha nascosto la sua amarezza per le parole del Presidente Mattarella, che aveva invitato gli attivisti a lasciare gli aiuti a Cipro e a ritirarsi per motivi di sicurezza. “Il nostro scopo – ha chiarito – non è portare carichi enormi, ma aprire un varco simbolico nel blocco navale che dura da 17 anni”.

E poi il momento che ha toccato tutti: alla domanda su cosa pensasse dei suoi concittadini, Lorenzo ha risposto: “Ho ricevuto una forza incredibile quando ho visto le immagini della manifestazione del 22 settembre”.

Parole semplici, ma potentissime, che hanno fatto sentire tutti i presenti parte di quella missione.

Tra il pubblico c’era anche il “nostro” Carlo D’Agostino insieme alla moglie. Per chi lo conosce, la sua tensione era palpabile. A fine serata ha raccontato di aver inviato una PEC al Presidente della Repubblica per esprimere tutta la sua delusione come padre e come cittadino.

Ecco la lettera di Carlo:

La conferenza non è stata un semplice appuntamento informativo: è stata una testimonianza viva. C’erano parole, certo, ma soprattutto c’era la sensazione di essere tutti uniti, nel piccolo di una chiesa di quartiere, con lo sguardo rivolto al mare e a chi lo sta attraversando con coraggio.

È difficile dire quale sarà l’esito della missione, ma una cosa è certa: Lorenzo non è solo. E questa consapevolezza, venerdì sera, è arrivata forte e chiara.

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